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Marie-Christine Vergiat : Où est la libre circulation ?

Lundi, 1 Février, 2016
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Marie-Christine Vergiat est Députée Européenne, membre du groupe GUE NGL (Front de Gauche). Elle dénonce un manque de volonté intégratrice de l’Etat Français.


Si on remonte un peu en arrière, on voit que dans les années 1990, il y a eu beaucoup d’espoir. Les associations qui travaillaient sur les questions d’immigration, après l’adoption du traité de Maastricht, ont beaucoup cru qu’on allait crée un espace de justice et de liberté à l’intérieur de l’union européenne et que les politiques migratoires allaient avancer.

Ungheria: la paura dell’altro

Mardi, 10 Juin, 2014
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Con 198.000 stranieri in un Paese di 10 milioni di abitanti, l’Ungheria è lontana dall’essere un Paese d’immigrazione massiccia. Questo non impedisce all’estrema destra di rendere gli immigrati i capri espiatori della crisi, per accrescere la loro influenza. 

L’Ungheria conta circa 10 milioni di abitanti e si è aperta all’immigrazione internazionale a favore di un cambiamento sistemico, nel 1989. Il 21 dicembre 2007, l’Ungheria ha aderito all’area Schengen. Ma anche se ci sono stati taluni aspetti positivi in materia di conservazione e di accesso al mercato, la direttiva d’accoglienza non è ancora stata tradotta nella legislazione nazionale. Di conseguenza, molte delle disposizioni vigenti in materia di asilo non risultano conformi agli standard minimi richiesti dalla direttiva dell’UE.

Grecia: gli immigrati tra l’incudine ed il martello

Mardi, 10 Juin, 2014
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Nella Grecia dell’austerity, gli immigrati irregolari si trovano ad affrontare politiche migratorie europee repressive ed un contesto locale ostile ai nuovi arrivati.

Mentre la Grecia peggiora nella crisi e le prospettive di vivere dignitosamente si allontanano di giorno in giorno, il flusso d’immigrati ingrossa le file dei precari. Se l’elevato numero di immigrati legali ed illegali- stimati rispettivamente a 800 000 e 400 000, nel 2011- anche se le stime variano – può sfidare un Paese in crisi, si sottolinea che solo pochi decidono di stabilirvisi. Nel 2011, la maggioranza degli ingressi in Europa sono avvenuti attraverso la Grecia.

Spagna: un passo indietro dopo le regolarizzazioni

Mardi, 10 Juin, 2014
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Nel 2005, la Spagna e più precisamente il Governo Zapatero ha realizzato la quinta (dal 1991) e più importante massiccia regolarizzazione degli immigrati. Tale processo ha permesso la regolarizzazione di circa 700 000 lavoratori clandestini.

I candidati a tali regolarizzazioni avrebbero dovuti essere registrati in un comune spagnolo da almeno 6 mesi, disporre di un contratto di lavoro di una durata superiore ai 6 mesi e non avere precedenti giudiziari né in Spagna né nei loro paesi d’origine al fine di ottenere un permesso di lavoro.

Spagna: circa la regolarizzazione?

Mardi, 10 Juin, 2014
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In Spagna, nel 2000, una prima tranche di regolarizzazioni è stata avviata. In questa fase, sono stati studiati i dossier di 226 570 persone e 137 454 sono stati approvati.

L’ultima massiccia regolarizzazione degli immigrati clandestini che abitano in Spagna è stata intrapresa nel Maggio 2005. Più di 700 000 domande sono state depositate, Madrid, la Catalogna e Valencia ne hanno ricevute più del 60%. I documenti necessari per ricorrere alla regolarizzazione erano in linea con la norma: un certificato di censimento a dimostrazione del fatto che lui o lei vivessero in Spagna prima dell’agosto 2004, un contratto di lavoro e l’assenza di precedenti giudiziari.

L’immigrazione in Europa

Mardi, 10 Juin, 2014
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Nel 2011, l’Europa contava più di 502 milioni di abitanti, di cui circa 30 milioni stranieri non europei.  Queste persone sono sparse su tutto il territorio europeo ma non in maniera omogenea. 

L’Europa ha un saldo migratorio annuale di 854.000 persone, tale cifra è la differenza tra il numero di persone che lasciano il territorio e quelli che entrano. Il primo Paese europeo in termini d’immigrazione è la Germania, 7 dei suoi 81,7 milioni di abitanti sono stranieri. La Francia è il quinto paese d’immigrazione al mondo con, nel 2007, 3,7 milioni di stranieri sul suo territorio. Una delle nazionalità più rappresentate in Francia è quella algerina, il 92% degli algerini che vivono in Europa sono in Francia.

A l’origine de la réussite et de l’échec au bac ?

Jeudi, 23 Janvier, 2014
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Les tableaux statistiques proposés par l’INSEE, affirment que 50,8% des enfants d’immigrés en provenance du Maghreb obtiennent leur bac contre 64,2% pour les enfants issus de famille non immigrée. Que disent et que cachent ces chiffres ?

A priori, lorsque l’on voit ces chiffres, on se dit qu’effectivement les enfants d’immigrés réussiraient moins bien. Or, pour interpréter un tableau statistique, il ne faut pas s’arrêter au simple document factuel qui n’a pas de sens absolu et le lire en ayant bien conscience des variables sociales sous-jacentes.

 

Le Conseil Constitutionnel calme la droite

Vendredi, 3 Janvier, 2014
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Au détour de la loi sur l’immigration de Brice Hortefeux, deux députés UMP, membres de la CNIL, Michèle Tabarot et Sébastien Huyghe avait entrepris avec Alex Turk, le sénateur de droite, président de la CNIL, de légaliser les statistiques ethniques.

 

Tests ADN : une honte avortée

Vendredi, 3 Janvier, 2014
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Le mercredi 12 septembre 2007, la Commission des lois de l’Assemblée nationale a adopté un amendement autorisant le recours aux tests ADN lors de la délivrance des visas de plus de trois mois. Retour sur une politique eugéniste.

 

 

 

L’amendement énonçait qu’en cas de doute sur l’authenticité de l’acte d’état civil, l’état avait le droit d’exiger que le demandeur réalise à ses frais un test ADN. Ce test devait permettre la comparaison des empreintes génétiques pour vérifier l’appartenance familiale.

 

 

Évacuation «prioritaire» des roms : une violation de la constitution

Jeudi, 2 Janvier, 2014
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« 128 campements illicites occupés par des ressortissants roumains ou bulgares » évacués par les préfets entre le 28 juillet et le 27 août 2010 sur le fondement de la priorité discriminatoire selon le communiqué du ministère de l’Intérieur en date 01 septembre 2010.

 

 

Retour sur un mensonge d’Etat