L’immigrazione in Europa


Mardi, 10 Juin, 2014
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Nel 2011, l’Europa contava più di 502 milioni di abitanti, di cui circa 30 milioni stranieri non europei.  Queste persone sono sparse su tutto il territorio europeo ma non in maniera omogenea. 

L’Europa ha un saldo migratorio annuale di 854.000 persone, tale cifra è la differenza tra il numero di persone che lasciano il territorio e quelli che entrano. Il primo Paese europeo in termini d’immigrazione è la Germania, 7 dei suoi 81,7 milioni di abitanti sono stranieri. La Francia è il quinto paese d’immigrazione al mondo con, nel 2007, 3,7 milioni di stranieri sul suo territorio. Una delle nazionalità più rappresentate in Francia è quella algerina, il 92% degli algerini che vivono in Europa sono in Francia. In Germania, i turchi sono più di 1,7 milioni.

Alcuni paesi europei accolgono una fetta consistente di stranieri consentendo un ringiovanimento e un rinnovamento della popolazione. In Lussemburgo, gli stranieri rappresentano il 40% dei 524.853 abitanti e la popolazione nazionale, secondo Eurostat, incrementa annualmente di 10.000 persone. Diversi altri paesi contano una percentuale superiore al 10% di immigrati in seno alla loro popolazione: la Spagna (12%), l’Austria (10%), la Lettonia (21%) e l’Estonia (15%). Nove paesi accolgono una percentuale di stranieri compresa tra il 5 ed il 10% : la Francia, il Belgio, la Germania, l’Italia, la Grecia, la Danimarca, la Svezia, la Gran Bretagna e l’Irlanda.

Il resto dei paesi europei hanno un tasso di immigrati inferiore al 5%, il Portogallo, i Paesi Bassi, la Slovenia e la Repubblica Ceca hanno tutte e quattro un tasso del 2,5%. A seguire, gli altri paesi europei hanno tassi quasi nulli, ad esempio in Polonia non ci sono che 50.000 stranieri su 38,5 milioni di abitanti (0,12%). Questi paesi rappresentano piuttosto paesi di passaggio per gli immigrati provenienti dalla Russia e dall’Asia che vogliono raggiungere l’Europa occidentale.

L’immigrazione costituisce una risorsa per l’Europa in quanto essa scarseggia di manodopera in diversi settori e, senza l’immigrazione, la popolazione attiva europea sarebbe insufficiente.

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